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Strumento di compensazione ambientale

Le forti piogge alternate a periodi di siccità sono tra le conseguenze più evidenti del cambiamento climatico. Le superfici impermeabili in ambito urbano sono in continuo aumento e modificano le risposte del territorio alle precipitazioni, alle alte temperature e alla salubrità dell’aria. L’infiltrazione ridotta e l’alta velocità di deflusso della pioggia sono le cause che più incidono sull’alterazione del ciclo naturale dell’acqua. I sistemi fognari urbani inoltre sono spesso inadatti a gestire eventi eccezionali, difatti in occasione di interventi di nuova costruzione o di ristrutturazioni, vengono spesso richiesti sistemi per la gestione dell’acqua piovana, come le vasche di laminazione. Per altro, quando l’acqua scarseggia, risulta necessario agire con soluzioni che la conservino e la rendano utilizzabile in modo “intelligente”, evitando lo spreco di una risorsa così importante.

Le sempre più frequenti ondate di calore rendono i luoghi urbani sempre meno salubri generando il fenomeno definito ‘’isola di calore urbana’’. Il fenomeno rappresenta un grosso problema specialmente nelle prime ore notturne della stagione estiva, in quanto è percepibile in misura maggiore a causa della considerevole quantità di energia solare assorbita dalle superfici urbane durante il giorno e che viene progressivamente rilasciata durante la notte. Questa realtà rende necessario l’intervento secondo una logica adattiva: le case, gli edifici pubblici, le strade e le piazze così come la maggior parte delle infrastrutture cittadine non sono progettate contemplando la possibilità sempre più concreta di un cambiamento climatico irreversibile.

Sostenibili Certificati
Utili

La sostenibilità riguarda l’ecologia, l’economia e l’uguaglianza.

– Ralph Bicknese

Verde pensile e fotovoltaico

La potenza nominale dei pannelli fotovoltaici ovvero la quantità di energia elettrica che verrà prodotta definito Flash Test che prevede temperature della cella fotovoltaica pari a 25°C, irraggiamento di 1000 W/mq e velocità del vento di 1 m/s. Le condizioni reali di funzionamento degli impianti fotovoltaici, tuttavia, si discostano spesso da questi valori e le prestazioni ne risentono. In particolare, ad un aumento della temperatura delle celle rispetto alle condizioni standard, corrisponde un calo dell’efficienza di conversione da energia radiativa ad energia elettrica.

I coefficienti termici dei pannelli, infatti, variano in maniera considerevole a seconda di quale tecnologia fotovoltaica si consideri. Il coefficiente termico per i pannelli cristallini (cioè mono o policristallini) è il più alto di tutti, ed è dello 0,45%/°C: vale a dire che l’efficienza del pannello cala del 4,5% ogni 10°C di temperatura più alta o più bassa di quella standard di 25°C.

Utilizzare un tetto verde come finitura permette di ridurre sensibilmente le temperature sull’estradosso dato che i valori delle temperature registrati sulle coperture verdi oscillano fra i 25-30 °C, contro le temperature rilevate su materiali artificiali impermeabili che oscillano tra i 50-85 °C.

Altro aspetto da considerare altrettanto vantaggioso deriva dalla capacità della vegetazione di catturare e trattenere le sostanze inquinanti e più nello specifico i particolati sottili che col tempo sedimentandosi sulle superfici dei pannelli possono diminuire i rendimenti dell’impianto.

Verde pensile e regimazione idrica

Le precipitazioni estreme, note con il termine “bombe d’acqua”, sono fenomeni sempre più frequenti e dannosi e per questo difficilmente gestibili dalle reti fognarie esistenti, progettate per lo smaltimento di quantità d’acqua inferiori.

In sede di pianificazione territoriale occorre ricercare delle soluzioni atte a ridurre a monte le portate meteoriche circolanti nelle reti dei recettori fognari, spesso sottodimensionati rispetto alle aree edificate o di nuova edificazione. Se è pur vero che le vasche di laminazione sono una soluzione tecnica efficace, è anche vero che sono spesso ingombranti e dispendiose.

Il DAKU BLUE GREEN ROOF (BGR) svolge le funzioni di raccolta, accumulo e gestione dell’acqua piovana. Grazie alla presenza del bacino primario, intercapedine tra il solaio di copertura e la stratigrafia del verde pensile, il BGR può trattenere il 100% dell’acqua piovana, anche in caso di piogge eccezionali e gestirla a seconda delle necessità. L’utilizzo dell’acqua accumulata e l’innovativo sistema di irrigazione DAKU IRRIGA, rendono il sistema BGR in buona parte autosufficiente soprattutto per quanto concerne la vegetazione tipica delle soluzioni di tipo estensivo.

Per garantire le massime prestazioni del bacino primario, DAKU utilizza un sistema innovativo IoT (Internet of Things) che definisce la quantità d’acqua contenuta nel sistema e prevede le precipitazioni. Qualora siano previsti eventi piovosi viene verificata la possibilità di trattenere la totalità della precipitazione in arrivo. Nel caso in cui la precipitazione prevista sia maggiore della capienza del bacino primario, questo viene scaricato fino a garantire il totale contenimento della pioggia prevista.

Questo rende il BGR una soluzione intelligente, dinamica ed adattabile nel suo funzionamento in diversi contesti climatici.

Verde pensile e risparmio energetico

Il tetto verde, soprattutto in regime estivo, costituisce una massa termica per la copertura e ne aumenta la capacità di sfasamento dell’onda termica. La presenza di massa dovuta alla stratigrafia verde e all’azione di traspirazione delle piante, in combinazione tra loro, determinano la diminuzione delle temperature al di sotto del pacchetto verde e a livello della vegetazione. Alcuni studi hanno definito con delle simulazioni la quantità di energia risparmiata grazie all’impiego di tetti verdi, e il conseguente risparmio in bolletta per quanto riguarda il fabbisogno di energia per il raffrescamento. Alcune sperimentazioni condotte da DAKU Italia hanno evidenziato come il tetto verde favorisca un abbassamento delle temperature al di sotto della stratigrafia verde – su guaina – di ca. 17 °C rispetto a quanto registrato su un manto impermeabile a vista. Ne consegue che un tetto verde porta ad un aumento delle performance o comunque una condizione migliorativa rispetto ad una copertura tradizionale.

Uno studio (2020) si è concentrato sulla verifica della differenza di consumo di energia per il raffrescamento di una porzione di edificio di circa 280 mq in una regione nell’area est della Spagna. Grazie all’impiego del tetto verde è stata verificata una riduzione dei consumi di energia per il raffrescamento di circa il 30% rispetto al tetto esistente, di tipo rovescio, isolato con XPS, con una riduzione della richiesta di energia nel periodo invernale del 15%.

In un altro studio (2019) che ha osservato il comportamento di 3 prototipi di tetti verdi in area mediterranea, è emersa l’efficienza di un tetto verde rispetto ad un tetto tradizionale nell’abbassare le temperature al di sotto del pacchetto verde. Lo studio ha anche verificato la maggior efficienza in estate di un tetto con il layer di accumulo e drenaggio rispetto ad un tetto sempre con la stessa stratigrafia e l’aggiunta di un pannello di isolante da 30 mm.

Verde pensile e inquinamento

Nel contesto contemporaneo dove l’urbanizzazione e la corsa allo sviluppo hanno modificato il clima e dove le superfici naturali hanno lasciato il posto a quelle cementificate, vi è la necessità di intervenire con provvedimenti mirati al raggiungimento di una condizione più salubre e sostenibile. In particolare, la complessità del processo di risanamento della qualità dell’aria delle città obbliga ad avvalersi di tutti gli strumenti disponibili.

I vegetali interagiscono con l’atmosfera terrestre giocando un ruolo attivo negli equilibri della composizione dell’aria. Alle piante si può associare indubbiamente il compito di assorbire anidride carbonica (C02) dall’atmosfera e rilasciare ossigeno (O), ma a esse bisogna anche attribuire ulteriori benefici meno noti ma altrettanto importanti come la filtrazione dei particolati solidi in sospensione derivanti dalle attività antropiche, l’assorbimento di sostanze gassose, la fotosintesi clorofilliana e la fissazione dei batteri nell’aria.

Le specie vegetali pertanto hanno un potere mitigante rispetto agli inquinanti, le piante non sono un elemento statico, ma interagiscono con l’atmosfera. Quest’ultime avvengono secondo due modalità distinte:

  • In modo diretto, sfruttando le caratteristiche intrinseche, fisiologiche e processi naturali di vita, per abbattere, assorbire e neutralizzare gli inquinanti
  • In modo indiretto, agendo come entità fisica, ovvero come ostacolo sulle velocità del vento e sulle turbolenze atmosferiche, influenzando quindi la concentrazione locale degli inquinanti

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